Comune di Chiusa Sclafani

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FAMIGLIA NOBILE DEI CARDONA

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La nobile famiglia dei Cardona di Spagna ebbe origine  nella provincia di Catalogna da Raimondo di Folch, cavaliere francese di sangue reale perché discendente dai conti d'Angiò.

Raimondo venne in Spagna con Carlo Magno per la conquista dalla Catalogna e per i servigi resi, il Sovrano lo nominò visconte della città di Cardona.

I suoi discendenti presero il nome di Cardona e acquistarono altri feudi come la baronia di Tora, di Castelfollit, di Riobrig, di Odera ecc.

La famiglia Cardona s'imparentò nei secoli con le migliori famiglie reali di Spagna compresi gli Aragonesi; diede anche eminenti vescovi alla Chiesa.

Nella prima metà del 1400 un ramo di questa famiglia si trasferì in Sicilia con gli Aragonesi. Antonio Cardona dal 1416 al 1420 fu Vicerè dell'Isola, mentre suo fratello Pietro ebbe dal Re Alfonso d'Aragona il contado di Collesano.

Antonio fu anche Maestro Giustiziere del Regno dal 1451 al 1452, Connestabile, Conte di Caltabellotta e Gran Cancelliere.

Suo figlio Alfonso ebbe la contea di Reggio nel 1439 dal Re Alfonso d'Aragona, fu Maestro Giustiziere del Regno e sposò Caterina Peralta erede di tutti i beni dei Peralta sia materni che paterni.

Tutti i feudi di Chiusa, Calatamairo, Burgio, Trappeto e Contessa passarono cosi alla famiglia Cardona.

Alfonso mori nel 1452 e gli successe il figlio che acquistò la terra di Giuliana da Giulia Agliata, moglie di Carlo Aragona, nel 1502.

Alfonso de Cardona Sallucio Peralta loro figlio sposò Beatrice Branciforti vedova del barone di Ferla, Francesco Moncada e fu investito della signoria delle terre di Chiusa.

Alfonso Cardona fu anche nominato Presidente del Regno dal Viceré Ferdinando Gonzaga, che doveva allontanarsi temporaneamente dalla Sicilia.

Alfonso fece erigere a Chiusa il Convento annesso alla Chiesa di S. Domenico come risulta dalla donazione del 7 febbraio del 1544 presso il notaio Pietro Stabile.

Questo convento oggi è divenuto oggi il Palazzo Municipale mentre la Chiesa di S. Domenico è stata prima trasformata in Cinema Comunale e nel 1972 demolita per far posto all'Ambulatorio Comunale.

Alla morte di Alfonso nel 1547 l'imperatore Carlo V conferì l'investitura del marchesato di Giuliana e della contesa di Chiusa, del feudo di Calatamauro e di altre terre in Val di Mazara alla figlia primogenita di Alfonso, donna Diana Cardona Sallucio Peralta.

Alla morte di Diana sorse una causa tra Caterina Cardona Peralta Sclafani e Pietro Luna per il possesso della Contea di Chiusa, il marchesato di Giuliana, le terre di Burgio e il feudo di Calatamauro.

Quest'atto fu sottoscritto dal noto giurista Ramundus Ramundectus "advocatus in causa".

 


Indirizzo

Piazza Castello, 10 - Tel. 0918353538 - Cap 90033

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