Comune di Chiusa Sclafani

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FAMIGLIA NOBILE DEI PERALTA

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La nobile famiglia Peralta ebbe origine dalla famiglia reale d'Aragona con discendenza diretta dal Re Don Giacomo I il Conquistatore, nato a Montpellier nel 1208 e morto a Valencia nel 1276, figlio di Re Pietro II il Cattolico e di Maria, Signora di Montpellier.

Suo figlio Pietro sposò Costanza figlia di re Manfredi di Sicilia e apri la via all'espansione catalana nel Mediterraneo e in Sicilia.

Il secondogenito di Costanza, Giacomo II detto il Giusto (1264-1327) nel 1285 divenne re di Sicilia alla morte del padre Pietro III.

Alla morte del fratello maggiore, il re Alfonso III detto il Liberale, Giacomo II nel 1291 preferi prenderne il posto in Spagna e rinunciò alla Sicilia in favore degli Angiò, ma i Siciliani vollero restare indipendenti e offrirono la corona al fratello minore del re, Federico II, che diventò re di Trinacria e regnò fino alla morte.

Durante il suo regno fu fatta la pace di Caltabellotta che mise fine alla guerra del Vespro. A Federico II successe il figlio Pietro II che regnò fino al 1342 anno della sua morte.

Pietro aveva avuto due figli: Ludovico che mori in giovane età e Federico III detto il Semplice che regnò fino al 1377 anno della sua morte e lasciando come unica erede la figlia Maria ancora sotto tutela.

Il Re Guglielmo il Conquistatore, aveva avuto anche un figlio naturale, don Fernando Sanchez de Antillon, ricco e nobile nome di Aragona. A don Fernando il Re concesse la baronia di Castro.

Don Fernando Sanchez combatté prima ai servigi del re suo padre naturale e poi a quelli del Re Pietro, suo fratello. Mentre era in Sicilia ricevette il cavalierato dal Re Carlo d'Angiò di Napoli e sposò donna Ximenez de Urrea. Dal matrimonio nacque don Filippo Fernandez de Castro che sposò donna Aldonza Peralta. Essi ebbero tre figli: il primo, Filippo successe al padre nelle terre di Castro e di Aragona in Spagna, la figlia donna Costanza sposò Pietro d'Arborea, il terzo, don Guglielmo Raimondo, ricevette le terre dei Peralta e sposò donna Sibilla Cardona, figlia del conte Cardona. Dal matrimonio di Guglielmo Raimondo e Sibilla Cardona nacquero tre figli: don Filippo che ereditò le terre di Castro e di Aragona, don Guglielmo Raimondo che ereditò le terre dei Peralta e donna Filippa di Saluzzo che sposò don Mariano d'Arborea.

Guglielmo Raimondo oltre che alle terre dei Peralta in Sicilia che comprendevano i feudi di Caltabellotta, Calatamauro, Borgetto e Castellammare del Golfo, alla morte di Matteo Sclafani, avendone sposato la figlia Aloisia, contessa di Aderno, ereditò anche le terre di Ciminna e Chiusa.

Guglielmo ed Aloisia ebbero due figli Guglielmo, Raimondo e Matteo. Guglielmo Raimondo I mori a Catania combattendo contro Matteo Palizzi e gli successe il figlio Guglielmo Raimondo II, detto Guglielmone per la sua mole, sposò Eleonora d'Aragona, figlia del duca di Randazzo che gli portò in dote la terra di Caltanissetta, il castello di Adragna con il casale di Sambuca e il feudo di Giuliana.

Il fratello di Guglielmo, Matteo ereditò dallo zio materno la terra di Adrano e il Castello di Centuripe dei quali ebbe conferma e privilegio dal re Federico III. Guglielmo II, barone di Caltabellotta, riunì sotto il suo dominio i feudi di Chiusa, Burgio, Giuliana, Contessa Entellina, Calatamauro, Cristia, Ventura, Carbo, S. Bartolomeo, Calatubbio, Castellammare ed Alcamo. Guglielmo II fu uomo giusto e rispettato per la sua saggia azione di governo.

Durante il regno di Maria d'Aragona succeduta al padre Federico III, fu uno dei quattro Vicari del Regno durante la minore età della regina, insieme ad Artale D'Alagona Catalano, a Francesco conte di Geraci e a Manfredi Chiaramonte conte di Modica.

Mori nel 1399 nel suo castello di Pietrarossa a Caltanissetta e fu sepolto nella chiesa dei Padri del Carmine fondata da sua moglie Eleonora. A Guglielmo II successe, come unico erede dei beni materni e paterni, il figlio Nicolò I che sposò Elisabetta Chiaramonte figlia di Manfredi Chiaramonte conte di Modica. Elisabetta gli portò in dote le terre di Bivona.

In un primo tempo Nicolò I favori il ritorno sul trono della figlia di Federico il semplice, che aveva sposato Martino, ma quando la regina abolì alcuni privilegi baronali, si alleò con il cognato Andrea Chiaramonte, contro i Sovrani. Sconfitto nella battaglia della Mofarda si ritirò a Sciacca dove poi mori nel 1394. La contea di Sclafani venne confiscata da Re Martino.

Nicola ed Elisabetta ebbero due figlie: Giovanna e Margherita. Giovanna, dopo la morte del padre, ebbe l'ordine dal re Martino di sposare Artale Luna figlio di Ferdinando Luna, signore di Villafelice e parente dello stesso re Martino, ma mori subito dopo il matrimonio e Artale Luna, dopo avere ottenuto la dispensa papale sposò la cognata Margherita Peralta.

Il figlio di Nicolò I e Margherita Peralta, divenne capo della famiglia e si schierò dalla parte della regina Maria contro il conte Moncada e per un certo tempo fu anche pretendente alla mano della regina stessa.

Egli fece erigere a Chiusa la chiesa di S. Leonardo fabbricata da Padre Giustino Grassi e che nel 1475 fu concessa ai Padri Olivetani. Nel 1414 sposò invece Isabella Luna sorella di Artale Luna dalla quale ebbe due figli, Nicolò che mori giovane e Caterina che nel 1434 sposò Alfonso Cardona, conte di Reggio e che, alla morte del padre Nicolò II, ereditò tutti i beni paterni e materni.

 


Indirizzo

Piazza Castello, 10 - Tel. 0918353538 - Cap 90033

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